Se sei un nuovo lettore, vuoi capire come funziona il mio sito e avere qualche informazione su ciò di cui mi occupo, benvenuto nella pagina giusta! Procederò a sezioni, in modo da rendere la pagina consultabile con più facilità. Buona lettura!

Obiettivo

L’obiettivo di questo sito è quello di tracciare nuovi collegamenti, aprire opportunità, smuovere il punto di vista; per questo motivo, pubblico articoli di stampo prevalentemente teorico cercando sempre di mantenermi a stretto contatto con l’applicabilità del materiale. Un’altra cosa che faccio è collegare pensatori, leggere l’uno con elementi dell’altro, riformarli a vicenda, per poter creare aperture a nuovi modi di pensiero. Inoltre, serve anche a me personalmente come una sorta di “archivio di note”, nelle quali mi metto alla prova per cercare di sintetizzare e al contempo costruire con le mie ricerche teoriche ed esperienze pratiche, al fine di poter tracciare un tipo di percorso che, siccome abbastanza dinamico, col tempo lascia per forza alcuni spunti indietro sviluppandone invece altri: questa archiviazione, allora, mi permette di avere un nuovo modo di riattingere a ciò a cui ho lavorato in precedenza, per poter eventualmente recuperare alcuni slanci rimasti latenti.

Un altro, decisamente arduo, obiettivo è quello di rendere il più possibile fruibile e consultabile un piccolo laboratorio di filosofia politica marxista, non solo per persone interessate al contenuto teorico ma anche per coloro che, per vicissitudini della vita, cerchino risposte alle domande che si sono poste riguardo il mondo che le circonda, ciò che ci mortifica e come combatterlo. Per questo motivo, l’enorme difficoltà che si para davanti ad un progetto del genere è quello di poter avere sufficiente contenuto teorico pur mantenendo uno stretto collegamento con la prassi e con le masse, che possono essere nuove all’ambito e sarebbe una contraddizione in termini escludere. Spero di riuscire a soddisfare tutti questi obiettivi, anche al fine di poter contribuire allo sviluppo di un movimento di emancipazione che possa sovvertire questo ordine sociale che ha fatto tanti, fin troppi danni.

Ispirazioni

Ogni progetto non può non avere degli ispiratori, delle forze che l’abbiano suscitato, oltre che dei mezzi e delle idee che gli abbiano dato la forma o il materiale elaborato.

Karl Marx

Nel mio caso, rimetto tutta l’importanza per le fondamenta filosofiche e politiche a Karl Marx. Non soltanto, però, per il suo corpus filosofico straordinario, che commenterò tra poco, ma anche per il carattere e l’incurabile speranza e senso di lotta che ha mosso quell’uomo di cui “persino la barba era arrabbiata” (Steiner). Instancabile attivista politico, giornalista, filosofo, studioso, per mille e uno motivi un modello, anche per l’approccio realista e in costante movimento. Uno degli elementi più importanti è stata la critica del socialismo utopistico di nascita francese, che innocentemente proponeva una società comunistica alla quale puntare, in stile Tommaso Campanella. Marx riconobbe la buona volontà di questo movimento ma ne criticò tale “progetto” (sostenendo che non si possono scrivere le ricette per le osterie del futuro), proponendo un confronto continuo con la realtà che avrebbe dato vita a contenuti teorici (la struttura a classi, i processi di valorizzazione capitalistica), ad aspetti strategici (sfruttamento delle contraddizioni interne del modo di produzione capitalistico, lotta di classe) e tattici (organizzazione del proletariato con l’Internazionale Comunista, propaganda…). Straordinario anche il ruolo del progetto del capitale, che ha esposto il modo in cui funziona il modo di produzione capitalistico tramite un confronto con l’economia politica classica, creando sia un punto di riferimento per una teoria politica del proletariato sia infestando con la sua critica il campo teorico morente che era l’economia politica del tempo. Ne parlo nell’articolo Prolegomeni a una filosofia della Verità.

 

Michel Foucault

Un altro autore di fondamentale importanza è Michel Foucault. È l’autore di cui, finora, ho letto più opere, e mi ha influenzato “sotterraneamente”. Ciò significa che il suo influsso, a livello politico, si manifesta non tanto nei contenuti, fissati da Marx, quanto nelle modalità e nella tattica, perché di questo si è occupato, a livello politico, il filosofo francese. Con il suo studio della “macchina astratta” della prigione non ha soltanto mostrato come “la prigione assomigli all’ospedale, come l’ospedale assomiglia alla scuola, come la scuola…”, ma ha in generale elaborato un approccio di critica che permette l’esposizione degli assi lungo i quali un pensiero si orienta e a che tipo di potere esso sia associato; Foucault è, infatti, uno dei più grandi teorizzatori di questa connessione tra sapere e potere. Francois Chatelet riassume il pensiero di Foucault nella frase “il potere come esercizio, il sapere come regolamento”. Il potere non è saputo, è esercitato, agito, ma il sapere lo regola, lo plasma, è il conoscere dei soggetti e dell’ambiente, su cui si esercita il potere. Tramite questa, fondamentale, lente di lettura, l’analisi marxista riceve nuovi strumenti per poter affrontare la complessità del mondo capitalistico di oggi.

 

Martin Heidegger

L’ultimo grande pensatore ad aver dato una forte spinta alle modalità e ai contenuti del mio progetto è Martin Heidegger, pensatore sicuramente controverso a causa della sua storia personale e politica, ma non per questo meno importante per un approccio per la postmodernità. La parola d’ordine per l’atteggiamento nei confronti di Heidegger è confronto critico, perché ha molto da dire su ciò che sia la verità, il rapporto tra l’uomo e il tutto, ed era profondamente preoccupato per la superficialità e la compulsione della vita contemporanea, per la “dimenticanza dell’Essere”. Le sue preoccupazioni, il suo modo di scrivere, hanno un rapporto diverso con la realtà circostante rispetto ai due “esagitati” Marx e Foucault; egli ci ricorda, però, come ci sia qualcosa che aspetta al di là della comprensione, che il nostro punto di vista (ce lo ricorda anche Foucault) influisce su ciò che ci sta intorno e sul modo nel quale ci comportiamo. Il problema è che il Gestell, l'”inquadrare” tecnico e il porre il mondo come pronto-alla-mano è una realtà (o modo reale) che ci è sfuggita di mano, è diventato sistemico e a causa del rapporto metafisico che abbiamo con le cose abbiamo dimenticato l’Essere. La chiave per non crollare nel passivismo, così seducentemente ammiccante dal pensiero di Heidegger, è capire e ascoltare la nostalgia e la malinconia che ci comunica questo pensatore, per sapere che per noi il mondo non di può fermare qui, che serve fare qualcosa di più, perché riluce qualcosa, nella radura…

Altre figure importanti sono Costanzo Preve, Hegel, Deleuze e Kropotkin.

Aperture

Data la natura pratica del progetto, ho voluto legarlo ad altre persone e movimenti, che contribuiscono con idee, questioni, oltre che a trasportare le intenzioni sul piano dell’azione.

Il mio primo contatto è stato il canale dell’Ordine Nuovo su Telegram, con cui ho potuto instaurare un rapporto quasi dall’inizio del progetto, e che è sempre stata una persona con cui ho avuto discussioni interessanti, un po’ un fratello maggiore oltre che un amico. Collaboriamo insieme nel progetto del Collettivo Le Gauche, associazione di menti da un po’ tutta Italia che mira, proprio come il mio progetto, a creare aperture e ad un nuovo esame critico del marxismo come della realtà. Oltre che collaboratori siamo amici, e il dialogo tra noi è sempre decisamente vivo e costruttivo, grazie anche alle loro interviste di numerosi esperti marxisti di tutto il mondo, prospettive diverse dalla mia e alla comune lotta per un mondo migliore. Li ringrazio anche di tutto cuore per il sostegno, l’incessante processo di critica, di revisione e di discussione a cui i miei e i loro articoli sono sottoposti, per costruire e imparare insieme.